sabato 18 febbraio 2012

Mare, profumo di mare


Questa sera cuociam calamaari, la la la lala la lallala. Ok, ok , ecco la ricetta per prepare la zuppetta di calamari con le patate.
Allora, servono dei calamari freschissimi e puliti, delle patate, un cucchiaio di cerfoglio e un cucchiaino di maggiorana, sale fine e del passato di pomodoro.
Procedo in questo modo: spadello i calamari con un filo di olio extravergine a fiamma vivace poi aggiungo un giro di sale e il cerfoglio tritato e abbasso la fiamma. I calamari a questo punto fanno un puccino leggero e li giro di tanto in tanto. Dopo venti minuti aggiungo delle patate che ho precedentemente passato nella vaporiera, il passato di pomodoro (due cucchiai sono sufficienti), aggiusto di sale e lascio sobbollorire per una decina di minuti. Aggiungo la maggiorana e scodello in tavola! Se la accompagnate con i crostini ve la gusterete bene bene e se volete insaporire un po' di più potete mettere qualche oliva nera senza nocciolo. Sinceramente avrei dovuto servirla proprio con le olive nere ma me le sono dimenticate! Chiedo scusa a chi l'ha mangiata stasera.

Ciao,
la Cuoca di campagna sbadata..
p.s.
la foto non è gran che, ma è stata scattata di frettissima prima che la zuppa venisse servita in tavola.

sabato 11 febbraio 2012


Col bianco tuo candooor,
neveeee..... mamma mia qui fa una spruzzata di neve una notte si e
una no e sembra di essere in dicembre e invece, siamo a metà
febbraio! Bè fa niente, vorrà dire che quando arriverà la
primavera (perchè arriverà) sembrerà arrivata prima del solito.
Anche se fa freddo, alzi la mano chi non è stufo di mangiare
puccini; e allora facciamole le prove culinarie di primavera con un
bel piattino colorato: gli spiedini di gamberi e pollo alle mele con
il riso thay. Vi servono: il riso thay che trovate alla bottega
Nonsolonoi (buono come questo non ce né), delle code di gamberi di
buona qualità (niente codine mignon surgelate sullo stile “vermetto
da pescatore”) qualche pezzo di mela golden e del petto di pollo
tagliato a dadi grossi. Si preparano gli spiedini alternando il
pollo, i tocchetti di mela e le code di gamberi senza guscio e si fa
rosolare il tutto in padella con poco olio extravergine. Poi si
aggiunge un mestolino di brodo di verdure, si mette il coperchio e si
lascia stufare dolcemente aggiungendo via via del brodo caldo. Verso
la fine si spolvera con sale fine e un pizzichino di masala per pesce
(lo trovate sempre nella bottega Nonsoloni http://www.nonsolonoi.org/).
Questi bei spiedini si servono con il riso thay che io preparo in questo modo: verso una
tazza di riso in una pentola di acciaio con uno spicchio di cipolla
rossa del tipo tropea (uso la tropea perchè è veramente
delicatissima e il bello è che non ha l'effetto amarcord che ti
tormenta durante tutta la digestione) in cui inserisco due, ma
proprio due, chiodi di garofano. Aggiungo poi due tazze di acqua
fredda e metto sul fuoco. E qui viene il difficile perchè bisogna
resistere con tutte le forze alla tentazione di mescolare. Vietato
anche solo pensarlo perchè se si fa anche il più piccolo accenno di
rimescolo il riso si attaccherà senza pietà e la riuscita del
piatto andrà a farsi benedire. Dunque, SENZA MESCOLARE, si porta ad
ebollizione e poi si abbassa la fiamma al minimo e si lascia
asciugare completamente l'acqua di cottura poi si copre e si lascia
riposare per un buon quarto d'ora. Durante questo quarto d'ora si
fanno cuocere gli spiedi come spiegato prima e quando sono pronti si
servono con il riso condito con il sale fine e un pizzico di masala
irrorando tutto con il sughetto degli spiedini.
Troppo difficile??? Allora
vi aspetto al Carrobbio, ci pensiamo noi a prepararvelo! Ah, abbiamo
fatto anche la versione da portare a casa dove basta usare il forno
per gustarvi il piatto come appena fatto. E quando i vostri ospiti vi
chiederanno “mmm, buono, chi la fatto?” voi potrete rispondere
“IO!”

lunedì 30 gennaio 2012

Rieccomi! Dopo un anno e due, leggasi DUE post (!!!) ritento con i miei scritti (si fa per dire)
Comunque rileggendo il post di gennaio dell'anno scorso devo dire che l'aria che si respira è così anche quest'anno. E' pulita, frizzantina, insomma, si sente che si va verso la nuova stagione. Nei prossimi giorni hanno messo neve, quindi per ora ci si deve accontentare e avere ancora pazienza.

Tempo fa ho trovato su una
rivista d'arredamento (!) questa deliziosa ricetta inglese per fare una torta
all'arancia. L'ho fatta circa tre/quattro volte e devo dire che mi è venuta bene
solo in due occasioni. Sembra un impasto molto semplice da fare e, invece,
nasconde alcune insidie con il risultato che o si ottiene una torta sublime
(si, si, proprio sublime) o un dolce veramente pessimo, praticamente
improponibile in ristorante. A voi l'arduo compito di provare questa ricetta
e... fatemi sapere come vi è venuta!

TORTA DI ARANCIA

420 g di farina di grano
tenero tipo 0
220 g di burro morbido
220 g di zucchero
4 uova
300 ml di spremuta di arancia
16 g di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di scorza di
arancia grattugiata

per lo sciroppo:
150 ml di spremuta di arancia
150 g di zucchero

Montare il burro con lo
zucchero e unire un tuorlo d'uovo alla volta. Unire poi la farina, il lievito e
il sale. Amalgamare bene e aggiungere la spremuta di arancia, la scorza
grattugiata e gli albumi montati a neve ben ferma.
Infornare a 180° in uno stampo
rotondo con i bordi piuttosto alti per 50 minuti.
Intanto preparare uno sciroppo
con la spremuta e lo zucchero. Sfornare la torta e lasciare raffreddare per
dieci minuti poi capovolgerla su un piatto da portata e con uno stecchino fare
qua e là tanti buchi profondi. Versare lentamente su tutta la superficie della
torta lo sciroppo e prima di servire lasciare assorbire bene tutto il liquido
dopo avere dato una leggera di zucchero a velo.

Vi assicuro che se riesce bene
è davvero una torta divina. Personalmente, potrei mangiarne una intera
nell'arco della giornata. Non resisto e non vi dico la delusione quando non mi
è venuta!

Ciaooooo.......